MASTICAZIONE

Come deve avvenire una masticazione corretta? Quali sono i parametri dentali che la permettono?Cosa accade se invece è traumatizzante o monolaterale a livello dell’organo masticatorio, denti, ossa, gengive, muscoli, articolazioni? Perchè compare il click articolare alla A.T.M.?



L’ analisi della masticazione di un alimento mediante la tecnica Echo-Strain ha fondamentalmente due scopi, da un lato studiare l’ attività dei muscoli adduttori della mandibola, e dall’ altro il comportamento dell’ intera catena muscolare coinvolta in tale funzione. Ciò significa esaminare non solo l’ attività del muscolo massetere, ma ad esempio il comportamento della lingua, dei muscoli sotto-ioidei, della nuca e della colonna cervicale e delle articolazioni temporo-mandibolari(A.T.M.). D’ altra parte l’ attività dei muscoli adduttori della mandibola e del muscolo massetere in particolare, gioca certamente un ruolo fondamentale nel determinare qualità e sostenibilità dell’ atto masticatorio e per tale ragione di ciò ci occupiamo in questa breve e incompleta presentazione.


Come potrete facilmente dedurre dal video lo scopo dell’ analisi consiste nel definire da un punto di vista qualitativo e quantitativo lo sforzo richiesto ai due muscoli masseteri di un paziente per masticare un campione di alimento standard ( un tarallo ) sino alla sua completa deglutizione avendo in tal modo la possibilità di analizzare un ciclo masticatorio reale dall’ inzio alla fine.

TRASLAZIONI E ROTAZIONI : LA MASTICAZIONE NELLA SPECIE UMANA

Nella specie umana, in un ciclo masticatorio ideale fatto prevalentemente di traslazioni con una componente rotatoria minima ( Rudolf Slavicek :”L’ organo masticatorio “), l ‘ obiettivo primario è quello di consentire la triturazione dell’ alimento durante la traslazione della mandibola ( fase in cui l’ attività dei muscoli adduttori in quanto adduttori è la minore possibile ) e limitare alla fase terminale del movimento, in cui le cuspidi dei denti mascellari si trovano nelle rispettive fosse antagoniste ( denti molari ), la contrazione massimale dei muscoli.

TRITURARE GLI ALIMENTI

Tale meccanismo, in presenza di superfici occlusali taglienti, di adeguati spazi di prossimità e di fisiologiche curve di compensazione sia sul piano frontale che sagittale, permette l’ applicazione delle forze necessarie alla triturazione dell ‘ alimento prevalentemente su piani inclinati, riducendo in tal modo al minimo la pressione di esercizio dell’ atto masticatorio e di conseguenza l’ usura da fatica dell’ intero sistema.

I denti per numero , volume , forma , orientamento e posizione determinano di concerto con le basi ossee e le articolazioni temporo -mandibolari,  qualità e quantità delle superfici su cui vengono applicate le forze generate dalla contrazione muscolare.  A loro volta i meccanocettori presenti nel disco articolare, nel legamento parodontale e nei muscoli condizionano l’ attività di questi ultimi, e quantità e qualità delle forze applicate. Quantità e qualità sia delle forze applicate che delle superfici dentali coinvolte nell’ atto masticatorio determineranno la pressione di esercizio dell’ atto stesso e la risposta dei meccanocettori che a loro volta condizioneranno quantità e qualità sia delle componenti strutturali impegnate che degli schemi motori impiegati.


Appare evidente a questo punto come sia possibile per noi modificare a scopo terapeutico e con predicibile successo l’ attività dei muscoli della testa e del collo e della lingua intervenendo sia sulle strutture dure ( i denti, lo scheletro della faccia ) mediante tecniche protesiche, ortodontiche e chirurgiche sia sugli schemi motori mediante opportune tecniche rieducative ( R.F.C.O. ) .

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