MASTICAZIONE


L’ analisi della masticazione di un alimento mediante la tecnica Echo-Strain ha fondamentalmente due scopi , da un lato studiare l’ attività dei muscoli adduttori della mandibola, e dall’ altro il comportamento dell’ intera catena muscolare coinvolta in tale funzione . Ciò significa esaminare non solo l’ attività del muscolo massetere , ma ad esempio il comportamento della lingua , dei muscoli sotto-ioidei , della nuca e della cervice e delle articolazioni temporo-mandibolari. D’ altra parte l’ attività dei muscoli adduttori della mandibola e del muscolo massetere in particolare , gioca certamente un ruolo fondamentale nel determinare qualità e sostenibilità dell’ atto masticatorio e per tale ragione di ciò ci occupiamo in questa breve e incompleta presentazione.


Come potrete facilmente dedurre dal video lo scopo dell ‘analisi consiste nel definire da un punto di vista qualitativo e quantitativo lo sforzo richiesto ai due muscoli massetere di un paziente per masticare un campione di alimento standard ( un tarallo ) sino alla sua completa deglutizione avendo in tal modo la possibilità di analizzare un ciclo masticatorio reale dall ‘ inzio alla fine.

Nella specie umana , in un ciclo masticatorio ideale fatto prevalentemente di traslazioni con una componente rotatoria minima ( Rudolf Slavicek : L’ organo masticatorio ) , l ‘ obiettivo primario è quello di consentire la triturazione dell’ alimento durante la traslazione della mandibola ( fase in cui l’ attività dei muscoli adduttori in quanto adduttori è la minore possibile ) e limitare alla fase terminale del movimento in cui le cuspidi dei denti mascellari si trovano nelle rispettive fosse antagoniste ( denti molari ) la contrazione massimale dei muscoli.

Tale meccanismo , in presenza di superfici occlusali taglienti , di adeguati spazi di prossimità e di fisiologiche curve di compensazione sia sul piano frontale che sagittale , permette l’ applicazione delle forze necessarie alla triturazione dell ‘ alimento prevalentemente su piani inclinati , riducendo in tal modo al minimo la pressione di esercizio dell’ atto masticatorio e di conseguenza l’ usura da fatica dell’ intero sistema.

I denti per numero , volume , forma , orientamento e posizione determinano di concerto con le basi ossee e le articolazioni temporo -mandibolari , qualità e quantità delle superfici su cui vengono applicate le forze generate dalla contrazione muscolare.  A loro volta i meccano- recettori presenti nel disco articolare , nel legamento parodontale e nei muscoli condizionano l’ attività di questi ultimi , e quantità e qualità delle forze applicate.

Quantità e qualità sia delle forze applicate che delle superfici dentali coinvolte nell’ atto masticatorio determineranno la pressione di esercizio dell atto stesso e la risposta dei meccanocettori che a loro volta condizioneranno quantità e qualità sia delle componenti strutturali impegnate che degli schemi motori impiegati.

Appare evidente a questo punto come sia possibile per noi modificare a scopo terapeutico e con predicibile successo l’ attività dei muscoli della testa e del collo e della lingua intervenendo sia sulle strutture dure ( i denti , lo scheletro della faccia ) mediante tecniche protesiche , ortodontiche e chirurgiche sia sugli schemi motori mediante opportune tecniche rieducative. ( R.F.C.O. ) .

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