MALOCCLUSIONE: CAUSA, CONSEGUENZE, TERAPIA
1)Che cosa si intende per malocclusione?
-Un’occlusione funzionale è presente quando l’organo masticatorio, che è assimilabile ad una bio-macchina, compie il suo lavoro senza stress, e con un utilizzo minimo di energia (principio della minima azione). Il suo lavoro consiste in masticare, parlare, deglutire. A volte la nostra bio-macchina può compiere quelle che si chiamano “parafunzioni” come serrare o digrignare, che sono molto lesive per le componenti strutturali e muscolari della macchina stessa. Queste funzioni, per poter essere svolte in modo non traumatizzante, necessitano di una normo-occlusione, una occlusione cioè che rispetti alcune regole di struttura e di funzione
-I denti devono essere del numero corretto (28 in tutto, i denti del giudizio possono essere assenti senza inficiare la funzionalità masticatoria)
-La superficie dei denti deve essere tagliente ed efficace per assicurare un minimo dispendio di energia durante le funzioni
-I denti delle due arcate devono avere un orientamento nello spazio che rispetti le curve di compensazione di Spee e di Wilson per poter assicurare una masticazione bilaterale alternata
-Quando qualcuno di questi requisiti non sono rispettati possiamo dire che ci troviamo di fronte a una malocclusione, una occlusione cioè che è di per sé in qualche modo traumatizzante, durante l’espletamento delle sue funzioni, nei confronti dell’organo masticatorio stesso (denti e muscoli), ma anche di distretti corporei attinenti.
-Molte sono le classificazioni proposte per le malocclusioni (seconda o terza classe scheletrica o dentale ad esempio), ma a nostro parere non è necessario arrivare ad alterazioni così evidenti. È sufficiente una disarmonia occlusale dove i parametri descritti sopra non sono rispettati per essere in presenza di una malocclusione. Una disarmonia scheletrica o dentale si manifesterà per forza di cose anche a livello neuro -muscolare, alterando l’equilibrio tra le varie strutture durante le funzioni (masticazione, deglutizione, fonazione)
-Va da sé che spesso, per fortuna, una malocclusione può essere compensata, non provocare cioè sintomi o segni clinici. In questi casi va monitorata e controllata periodicamente per intercettare il momento in cui eventualmente il compenso viene perduto e compaiono segni clinici (usura dei denti, retrazioni gengivali, dolori alla ATM, ecc)
2) Quali indagini si possono fare per intercettare e valutare una malocclusione?
-Esistono strumenti analogici e digitali
Analogici: la visita accurata di un dentista esperto di occlusione (gnatologo), può rivelare la presenza di una malocclusione anche in assenza di sintomi o segni clinici, anche cioè quando è in fase di compenso. Esistono tecniche per valutare analogicamente l’efficienza delle funzioni (masticazione, deglutizione, fonazione, respirazione)
-Digitali: foto intraorali, foto al volto del paziente, lastre RX ma oggi soprattutto le impronte fatte con uno scanner digitale (meglio se a colori), svelano in modo chiaro e preciso l’eventuale presenza di malocclusione e la sua entità

-Esistono poi delle tecniche più raffinate da utilizzare sia come valutazione che come strumenti di progettazione per trasformare una malocclusione in una occlusione funzionante fisiologica, e queste sono la Fotogrammetria (vedi foto) e l’Ecografia dinamica dei muscoli masticatori (echostrain,vedi foto)

3)Quali possono essere le cause di una malocclusione nel bambino?
-La genetica gioca come in tutto un ruolo fondamentale, soprattutto nelle malocclusioni di terza classe (mento sporgente), ma sono soprattutto le disfunzioni che possono creare malocclusioni nel bambino, che poi se non curate si protrarranno nell’età adulta diventando non più solo alterazioni dentali, ma scheletriche
-Respirazione orale: può provocare postura linguale bassa, deglutizione disfunzionale, arcata superiore stretta, morso aperto o morso crociato (cross), aumento overjet, beanza labiale, creando un circolo vizioso
-Deglutizione disfunzionale: con interposizione della lingua crea morso aperto, con lingua tra le arcate crea morso profondo.
-Frenulo linguale corto crea tutte le problematiche della deglutizione disfunzionale
-Suzione prolungata di ciuccio o dito, crea le stesse problematiche della deglutizione disfunzionale, peggiorando l’arcata superiore stretta (palato ogivale), sempre creando un circolo vizioso con la respirazione orale
-Masticazione monolaterale crea asimmetria prima dentale e poi strutturale
-Bruxismo e serramento (presenti anche nei bambini), possono creare usura precoce degli elementi e favorire morso profondo
4) Quali possono essere le cause di una malocclusione nell’adulto?
-Tutte le cause di una malocclusione nel bambino, se non curate, possono ovviamente presentarsi nell’adulto
-Una edentulia parziale (per qualsiasi motivo) può provocare lo spostamento dei denti contigui o antagonisti e provocare una malocclusione
-Una carie o un problema parodontale a un dente o un gruppo di denti può provocare una masticazione monolaterale di evitamento e quindi trasformare una bocca normocclusa in una malocclusione
-Parafunzioni (serramento e bruxismo) o una masticazione traumatizzante possono provocare usura da fatica e portare quindi la bocca in una condizione di malocclusione senza più superfici di taglio efficienti
-L’eruzione dei denti del giudizio, soprattutto in mancanza di spazio, possono provocare dolore alla masticazione e instaurare una masticazione traumatizzante.
-L’estrazione di un dente del giudizio, senza estrarre il suo antagonista, può provocare l’eruzione in arcata del dente residuo e la conseguente presenza di precontatti importanti, instaurando una masticazione disfunzionale e una malocclusione. Lo stesso vale ovviamente se un dente del giudizio erompe in arcata e il suo antagonista resta incluso per qualsiasi motivo.

5)Quali possono essere le conseguenze di una malocclusione nel bambino?
-Una malocclusione crea un circolo vizioso spesso con altre disfunzioni (della deglutizione, del linguaggio, della respirazione). Ma ci sono altri distretti che possono essere colpiti
– A seguito di una malocclusione dentale si possono manifestare alterazioni scheletriche con asimmetrie sul piano frontale e alterazioni scheletriche sul piano sagittale, cioè asimmetrie e classi scheletriche seconde e terze
-La bocca fa parte degli informatori posturali, e quindi una malocclusione, soprattutto per quanto riguarda l’ATM e l’assetto e la posizione della mandibola, influenza ovviamente anche la postura del rachide cervicale e di conseguenza di tutto il tronco (vedi foto, postura del collo, beanza labiale a riposo, aumento overjet))

-La alterata postura linguale durante la deglutizione o a riposo conseguente di una malocclusione, è in grado di influenzare tutte le componenti funzionali, alterando direttamente anche la postura del corpo attraverso i meccanismi delle catene muscolari
-Una malocclusione può provocare un blocco della respirazione cranica secondo i principi dell’osteopatia, cosa che può provocare sintomi anche lontani dal distretto orale. Questo può accadere anche per una deglutizione disfunzionale.
6) Quali possono essere le conseguenze di una malocclusione nell’adulto?
-Come sempre le stesse del bambino, ma nell’adulto una malocclusione si può instaurare ovviamente anche in età adulta e questo può comunque dare conseguenze sul linguaggio, sulla deglutizione, sulla masticazione
-Una malocclusione che provoca masticazione verticale dà origine ad una usura dentale abbastanza tipica, con piccoli solchi corrispondenti alle cuspidi degli antagonisti. Spesso questa usura viene attribuita al bruxismo, ma non è sempre così, e comunque si può instaurare con quella parafunzione un circolo vizioso.

7)Una malocclusione può essere provocata da una errata terapia ortodontica?
-Purtroppo sì, soprattutto se si appiattiscono le cosiddette curve di compenso di Spee e Wilson. Questo provoca una masticazione verticale o monolaterale con le conseguenze già descritte.
-Lo splintaggio fisso inferiore ma soprattutto superiore che viene lasciato a fine terapia ortodontica può essere causa di problemi osteopatici per il blocco della respirazione cranica causato dal blocco della sutura palatina. Questo può accadere anche durante una terapia ortodontica classica con attacchi e fili. Le conseguenze dal punto di vista sintomatologico possono essere dolore a testa, collo, vertigini, acufeni e problemi a distretti anche lontani dal cavo orale
8)Cosa si intende per patologia dell’articolazione temporo mandibolare (ATM)?
-È una patologia, detto genericamente, che può essere all’inizio solo limitata ad un rumore articolare (click) durante i movimenti della mandibola, ma che può poi sfociare in una problematica dolorosa durante i suddetti movimenti, anche solo ad aprire la bocca o a masticare, sbadigliare o addirittura parlare.
9)Quali possono essere le cause del CLIK articolare?
-Raramente è legato a fattori generali o sistemici (artrite primitiva), di solito è secondario a problematiche occlusali con masticazione traumatizzante o a parafunzioni. Il click è un segno che indica che il disco articolare è o danneggiato e deformato e/o scivolato in una zona diversa da quella articolare fisiologica. Può scivolare anteriormente (come nella foto), lateralmente, medialmente o posteriormente al condilo della mandibola. Esiste sempre comunque una componente genetica che può favorirlo.

10) Quali possono essere le terapie adeguate per una malocclusione nel bambino?
-Le terapie devono essere funzionali, mirare cioè al ripristino delle corrette funzioni e non solo ad un “allineamento “dei denti. Questo si ottiene con dispositivi mobili che andrebbero indossati preferibilmente di notte e un’ora di giorno, per poter motivare il piccolo paziente e non creare disagi durante l’eloquio. La terapia ortodontica va sempre accompagnata da una terapia Funzionale (R.F.C.O.) e, se è necessario o se il bambino è molto piccolo, da una terapia logopedica. Molto utile fare anche sedute con un osteopata per valutare e regolare la respirazione cranica e individuarne eventuali blocchi. Le foto indicano lo stesso bambino dopo la terapia funzionale con dispositivi mobili su misura. Si può notare il miglioramento della postura del collo, della dimensione verticale e dell’overjet

11) Quali possono essere le terapie adeguate per una malocclusione nell’ adulto?
-La terapia adeguata per una malocclusione deve mirare a ripristinare numero, forma, posizione e orientamento dei denti. Quindi se mancano elementi vanno sostituiti con impianti. Se le superfici non sono congrue (otturazioni o corone piatte o abrase), vanno sostituite con otturazioni nuove, onlay o corone protesiche. Se sono posizione e orientamento ad essere scorretti, va eseguita una terapia ortodontica funzionale mediante allineatori dopo aver allestito un adeguato modello 3D della bocca e aver fatto un progetto, il set up ortodontico digitale 3D (vedi foto), atto a predeterminare il risultato ed avere una precisione dei risultati.

La terapia ortodontica, mediante una modificazione dell’orientamento dei denti, deve avere come obbiettivo il ripristino di tutte le funzioni dell’organo masticatorio stesso (masticazione, deglutizione, fonazione) in modo fisiologico (vedi foto prima e dopo la terapia)

12) Quali conseguenze si possono avere per una malocclusione a livello del resto del corpo?
-Le conseguenze di una malocclusione trascurata possono provocare sintomi a diversi distretti corporei, secondo il principio delle catene muscolari. Mal di testa, dolore al viso in generale, occhi, orecchie (dolore oro-faciale), dolore al collo, alla colonna in generale, problematiche al bacino e alla deambulazione, formicolii alle mani. Esistono test posturali che rivelano se esistono in effetti queste correlazioni
-Problematiche digestive: una masticazione disfunzionale impedisce un buon miscelamento del bolo con l’amilasi, un enzima contenuto nella saliva che rende digeribili i carboidrati complessi. Se ciò non avviene, si potrà avere gonfiore addominale post prandiale, difficoltà digestive, reflusso gastro esofageo di conseguenza
-Una malocclusione che provoca anche deglutizione disfunzionale può sfociare in una disfagia, cioè problematiche legate alla deglutizione in sé, soprattutto nell’anziano. Difficoltà di deglutizione comportano utilizzo di muscoli vicari, che sostituiscono cioè quelli deputati allo scopo, per evitare che il cibo vada “di traverso” e questi muscoli possono venire sovraccaricati (spesso muscoli posteriori, laterali o anteriori del collo), dando anche la sensazione di avere sempre qualcosa in gola (bolo isterico)
-Anche la respirazione cranica può venire compromessa, come ci insegna l’osteopatia
13) L’acufene o la sensazione di orecchio tappato possono essere correlati ad una malocclusione?
-Le orecchie, attraverso le tube auditive, e i muscoli tensore del velo palatino e elevatore del velo palatino, sono strettamente connesse sia alla deglutizione che all’occlusione in generale. Se una deglutizione è disfunzionale. può essere che i muscoli suddetti non facciano bene il loro lavoro (aprire le tube auditive) e si abbia la sensazione di ovattamento o orecchio tappato (vedi foto correlazioni tra orecchio e apparato stomatognatico)

-L’acufene causato da malocclusione si dice “miofasciale”, cioè di origine muscolare. Una attivazione costante e continua del nucleo trigeminale (ad esempio serrando i denti o masticando in modo traumatizzante), possono ripercuotersi sul sistema auditivo innescando la sindrome del tensore del timpano, un altro muscolo deputato alla gestione dei suoni che calibra la tensione del timpano in relazione al volume. Questa alterazione si può manifestare con un acufene. Esistono test specifici per valutare se un acufene possa essere di origine miofasciale.
14) L’osteopata è una figura utile in affiancamento al dentista per risolvere le conseguenze di una malocclusione?
-Assolutamente sì. L’osteopata percepisce ed elimina le tensioni craniche che possono essere causa o conseguenza di dolori oro-faciali. Ci sono osteopati inoltre specializzati nel trattamento dei disordini articolari, che possono ridurre il dolore acuto lavorando proprio sulla articolazione. È sempre consigliabile lavorare in team con osteopati, otorino, fisioterapista
