GENGIVITE E MALATTIA PARODONTALE: CAUSE, CONSEGUENZE, TERAPIE
1) Che cosa è e quali sono le possibili cause della gengivite?
– È una infiammazione della gengiva, tessuto che circonda il dente, e comporta arrossamento e gonfiore. Può essere presente sanguinamento allo spazzolamento o spontaneo. Altri sintomi sono l’alitosi e un sapore sgradevole in bocca. La causa principale della gengivite è la cattiva igiene orale e la conseguente persistenza della placca batterica nel solco gengivale che circonda il dente.
Esistono altre cause più generali della gengivite:
– ormonale (gravidica o durante le varie fasi del ciclo), puberale (sempre legata agli ormoni). Spesso la gengiva assume un aspetto iperplastico, cioè aumenta di dimensioni
– farmacologica, data dall’assunzione di farmaci antiepilettici (gengivite ipertrofica da difeniidantoina), da contraccettivi orali
– da cause sistemiche come il diabete, la ipovitaminosi, la leucemia
– esiste poi una gengivite particolarmente aggressiva, la gengivite ulcero necrotica, dove batteri particolarmente aggressivi come le spirochete e i bacilli fusiformi provocano un aspetto della gengiva (spesso interdentale) “bucherellato” con necrosi e ulcerazioni. È presente a volte anche dolore allo sfioramento. Questo impedisce le manovre di igiene e il circolo diventa vizioso. Tipico è anche l’alito fetido. Esistono fattori predisponenti per questa gengivite così invalidante, e sono: tabagismo, alcoolismo, stress, immunodeficienze (HIV, AIDS), uso di farmaci immunosoppressori, scarsissima igiene orale
-Qualsiasi patologia risente delle caratteristiche dell’ospite e in particolar modo del suo microbiota (vedi paragrafo carie)
2) Che cosa è e quali sono le possibili cause della malattia parodontale (parodontite)?
– Le parodontiti sono un gruppo di malattie che hanno in comune la distruzione dei tessuti che sorreggono il dente: gengiva, e osso. Si manifestano con una perdita dell’attacco epiteliale, recessioni gengivali e tasche parodontali. La tasca può essere profonda al punto di provocare la mobilità dentale, fino alla sua perdita, e può essere o meno associata alla presenza di pus. La parodontite è sempre preceduta da una gengivite, quindi se si previene quest’ultima, si può prevenire la ben più grave parodontite
– Le cause sono le stesse della gengivite. Investe qui molta importanza il traumatismo dentale nella masticazione disfunzionale. Se un dente è in trauma costante durante la masticazione, l’osso si riassorbe e la gengiva si retrae, e l’effetto è simile alla parodontite di origine batterica
3) Come si può prevenire l’insorgenza della gengivite e della malattia parodontale?
– La prevenzione di gengivite e malattia parodontale è, come per la carie, una corretta igiene domiciliare e una periodica igiene professionale. Collutori e dentifrici dedicati coadiuvano la prevenzione.
– Attenzione all’alimentazione, evitare abuso di alcool e tabagismo, che sono fattori favorenti l’infiammazione in generale
– Va posta attenzione anche al terreno, valutando una eventuale disbiosi orale con test specifici
4) Cosa significa quando sanguinano le gengive? E quando c’è presenza di pus (piorrea)?
– Il sanguinamento gengivale indica la presenza di gengivite. La gengiva si gonfia sotto lo stimolo infiammatorio batterico, diventa quindi più sottile e si rompe con l’uso di spazzolino e filo o spontaneamente provocando sanguinamento.
– La presenza di pus che fuoriesce dalla tasca parodontale indica una estrema distruzione dei tessuti di supporto dentali con infezione. Lo stadio della parodontite è molto avanzato e la perdita dell’elemento la maggior parte delle volte è inevitabile
5) Cosa accade quando la malattia parodontale arriva a fasi avanzate?
– Quando la malattia parodontale è in fase avanzata la distruzione dei tessuti di sostegno è tale per cui il dente è mobile perché non ha più supporto osseo ed è destinato ad essere perso.
6) Cosa è un ascesso parodontale?
– Un ascesso parodontale indica la presenza di pus nella tasca che si è formata. È accompagnato spesso da mobilità dentale e dolore alla masticazione. Il dolore è di solito più circoscritto e sordo rispetto al dolore acuto da pulpite
7) Come si cura la gengivite?
– La gengivite si cura, se è nelle fasi inziali, semplicemente con una igiene orale domiciliare corretta, uso corretto dello spazzolino, del filo interdentale e uso di un collutorio dedicato. Se è già presente tartaro (placca calcificata), è necessario sottoporsi a una o più sedute di igiene professionale con un igienista
– Va considerata anche la possibilità di una disbiosi orale, dove il microbiota è compromesso. In questo caso è possibile, oltre che collutori dedicati, utilizzare anche dei probiotici specifici per ripristinare il microbiota orale fisiologico
8) Come si curano la malattia parodontale e la piorrea?
– Valgono comunque le stesse terapie in uso per la gengivite, solo che l’igiene professionale viene suddivisa in più sedute a seconda della gravità della malattia e, oltre all’eliminazione del tartaro sopra e sottogengivale (scaling), è necessario lisciare le radici su cui era presente il tartaro nelle tasche (root planing), e vanno pulite anche le tasche internamente con degli strumenti appositi (courrettage). A volte questa terapia necessità di anestesia locale.
– Se c’è piorrea, presenza di pus, sarà necessaria anche una terapia antibiotica di sintesi o naturale atta ad eliminare l’infezione
– Ove possibile si possono fare degli interventi di chirurgia parodontale, ad esempio riempiendo le tasche con osso sintetico, o si possono fare interventi di chirurgia muco-gengivale per coprire delle retrazioni gengivali
-Vanno sempre eliminate le cause dell’infezione, che sia batterica o traumatica, pena la recidiva della patologia
10) È possibile stabilire se c’è una predisposizione genetica alla malattia parodontale con appositi test?
– Si, esistono test genetici che studiano la predisposizione genetica a sviluppare malattie infiammatorie. Valutano la presenza di polimorfismi delle interleuchine (citochine infiammatorie), valutano la presenza di polimorfismi nel metabolismo dell’osso, e del collagene. Questa valutazione, che si fa una volta nella vita con un semplice prelievo salivare, aiuta a pianificare programmi di cura e prevenzione personalizzati
11) È possibile monitorare l’andamento della malattia parodontale e valutarne la gravità attraverso appositi test batterici ed enzimatici?
– Si, esistono test microbiologici che valutano quantità e qualità della placca batterica sotto gengivale (in pratica la composizione del microbiota) per definirne il grado di pericolosità, che permettono di scegliere una terapia più personalizzata e che possono essere ripetuti dopo una terapia parodontale per valutare il suo andamento.
– Esistono anche test enzimatici che dosano la presenza e la quantità di enzimi infiammatori specifici che consentono di definire il grado di attività e aggressività della malattia. Questi enzimi sono presenti anche quando la malattia non ha un grado elevato di sintomatologia, ma è ugualmente dannosa, e vanno perciò individuati precocemente prima, ad esempio, di una terapia che preveda impianti dentali
