ERUZIONE, PERMUTA DEI DENTI, PERDITA DEI DENTI
1) Quale è l’età giusta per l’eruzione e la permuta dei denti da latte?
-I dentini da latte sono 20: 4 incisivi, 2 canini e 4 molarini da latte per ogni arcata. Questo schema riassume i tempi medi di eruzione e permuta dei denti da latte (decidui)

2) Quale è l’età giusta per l’eruzione dei permanenti?
-Solitamente i permanenti erompono nel giro di qualche settimana dalla permuta del relativo dente deciduo, ma l’attesa può essere più lunga, soprattutto se manca lo spazio. In quel caso va fatta una radiografia di controllo per verificare che il permanente sia presente. Fanno eccezione i denti del giudizio, che possono erompere dai 16/17 anni in poi, ma anche in età più adulta, oppure non erompere mai!
3) Quali sono i motivi per i quali si può perdere un elemento dentale permanente?
Un elemento permanente si può perdere per:
– Carie profonda che esita in una distruzione della corona
– Malattia parodontale in stato avanzato con distruzione dell’osso alveolare che fa da supporto al dente
– Trauma occlusale, cioè masticazione traumatizzante che comporta sempre la perdita di supporto osseo
– Trauma esterno
4) Quali sono le conseguenze di una perdita precoce di un elemento dentale deciduo o di un dente permanente?
– La perdita precoce di un elemento dentale, sia deciduo che permanente, può comportare la migrazione dei denti residui in posizioni non fisiologiche. I denti vicini all’area edentula si possono inclinare alterando l’occlusione. Il dente antagonista può erompere, provocando sempre una alterazione dell’occlusione. Questo comporta una masticazione monolaterale traumatizzante, solitamente concentrata sul lato opposto della perdita del dente
5) Cosa si può fare quando un dente deciduo è perduto precocemente?
– Si può utilizzare un apparecchio che si chiama “mantenitore di spazio”, ancorato a un dente vicino alla zona del dente deciduo perduto prematuramente, che mantiene lo spazio per l’eruzione del permanente. Quando il dente spunta, si rimuove. In caso contrario lo spazio per il relativo permanente si può chiudere, e presentarsi quindi poi un affollamento dentale o comunque una malocclusione.
6) Cosa si può fare quando si ha la perdita di un dente permanente (edentulia parziale)?
– Oggi l’implantologia ha fatto passi da giganti. Un dente perduto va sostituito con un impianto nel più breve tempo possibile, perché col tempo, in una zona edentula, soprattutto nell’arcata superiore, l’osso alveolare ha la tendenza a ritirarsi. Aspettando troppo tempo ci sarà la possibilità di non avere osso a sufficienza per un impianto e sarà necessario un innesto osseo prima di procedere all’impianto
7) Come avviene l’impianto di un dente?
– L’impianto oggi avviene con una tecnica che si chiama “chirurgia guidata”, che permette di eseguirlo con la minima invasività chirurgica. Si progetta la posizione dell’impianto o degli impianti grazie all’uso di dime chirurgiche e della tac in modo da decidere posizione, lunghezza e diametro con grande precisione. Dopo che la vite dell’impianto è stata posizionata, va lasciata sommersa per permettere la osteointegrazione per circa 4 mesi. Dopo di che si riapre un piccolo opercolo, si mette una vite di guarigione che condiziona la mucosa e dopo qualche giorno si avvita la corona, prima provvisoria e dopo qualche tempo definitiva.
-In caso di perdita traumatica o parodontale di un dente del gruppo incisivo, è possibile fare un impianto a carico immediato, cioè senza lasciar passare i tempi indicati (sempre che l’osso non sia troppo danneggiato)
8) Cosa succede se si perdono tutti i denti (edentulia totale)?
-Solitamente non è un evento che avviene simultaneamente. Ma qualora non residuasse nessun elemento dentale in bocca si può procedere in due modi:
1. Protesi totale rimovibile: chiamata comunemente “dentiera”. Va progettata e costruita in base alle caratteristiche fisiognomiche della persona, rispettando i suoi canoni estetici. Solitamente si procede con una “protesi diagnostica” che serve a ricondizionare le mucose, e solo quando la mucosa è stabilizzata nella sua forma si procede con la protesi definitiva. Quella diagnostica resta come protesi “di scorta”.
Se non c’è abbastanza osso per mantenerla in sito (solitamente succede solo all’inferiore), è possibile eseguire impianti con degli attacchi sulla testa (maschio), che vengono agganciati alla parte femmina immersa nella protesi. Questo le conferisce più stabilità e la protesi può essere rimossa quotidianamente dal paziente per compiere le normali manovre di igiene orale.
2. Protesi fissa su impianti: vanno tanto di moda le cosiddette “all on four”, cioè i denti di tutta una arcata solo su 4 impianti. Noi non siamo d’accordo con questa pratica perché compromette la distribuzione dei carichi durante la masticazione. Noi optiamo per un numero di 4 impianti per arcata, cioè 8 in totale, in modo che i carichi masticatori vengano distribuiti in modo da non traumatizzare gli impianti. Si procede con una protesi totale provvisoria nel mentre gli impianti si osteointegrano (sempre utilizzando dime e chirurgia guidata), e poi si procede come per gli impianti singoli. Le corone vengono avvitate, in modo che il dentista possa periodicamente svitare il manufatto e procedere ad una pulizia professionale
