CARIE DENTALE: CAUSE, CONSEGUENZE, TERAPIE
1) Che cosa è e quali sono le possibili cause della carie dentale?
-La carie è una malattia a decorso lento, che viene innescata dall’attacco di alcuni microorganismi che normalmente vivono nel cavo orale. Abitano nella placca batterica, ma non solo patologici da subito. Se rimossi quotidianamente (3 volte al giorno) con una corretta igiene orale, non provocano carie. Se vengono lasciati “maturare”, diventano più aggressivi e attaccano lo smalto, inizialmente superficialmente, ma poi in modo più profondo arrivando alla dentina (sotto allo smalto) fino alla polpa che contiene vasi e nervi che nutrono e innervano il dente. La carie può colpire diverse parti del dente: la superficie occlusale, gli spazi interdentali o i colletti, cioè la zona vicino alla gengiva.
Le cause più comuni sono:
-Scarsa igiene orale (spazzolino e filo interdentale)
-Eccesso di cibi contenenti zuccheri, che abbassano il ph salivare, rendendolo acido e favorendo coì la proliferazione dei batteri responsabili della carie
-Fumo. Il fumo predispone a qualsiasi malattia del cavo orale perché impedisce una buona vascolarizzazione delle gengive
-Riduzione della quantità di saliva che deve anche lubrificare le superfici dentali
-Trauma da occlusione. Un dente sottoposto a trauma occlusale può andare incontro più facilmente a retrazione gengivale e carie del colletto e della radice
-Predisposizione in base alla composizione del microbiota
2) Cosa si intende per microbiota orale?
L’ organo masticatorio è una biomacchina complessa il mantenimento della cui integrità strutturale (denti, tessuti parodontali, ossa, muscoli, articolazioni temporo-mandibolari) dipende da un punto di vista biomeccanico dalla qualità e dalla quantità delle forze che esso gestisce sia nel corso delle attività funzionali (masticazione, deglutizione, fonazione, respirazione) che parafunzionali (serramento, bruxismo, abitudini viziate).
Ma se l’organo masticatorio si comporta certamente come una biomacchina è altrettanto vero che esso è un ecosistema complesso la cui integrità dipende dalla interazione tra strutture sensibili (denti, tessuti parodontali) ed il microbiota orale intendendo con questo termine riferirci alla composizione della flora orale che comprende centinaia di batteri e che per numerosità e diversità è secondo nel corpo umano solo al microbiota intestinale.
Il microbiota orale è tendenzialmente specifico per ciascun individuo, variabile nel tempo ed è assimibilabile, pertanto, ad una sorta di elemento identificativo.
I microrganismi orali partecipano alla regolazione di alcune funzioni importanti:
– promuovono la digestione, facilitando, in particolar modo, la scomposizione del cibo tramite la saliva
– mantengono ottimale la struttura dei denti, garantendo una migliore rimineralizzazione
– favoriscono il trasporto dell’ossigeno alle gengive e ai tessuti molli
– eliminano le tossine dalla bocca
– regolano il metabolismo e i processi metabolici
Il microbiota orale riveste inoltre un ruolo difensivo di primaria importanza: poiché la bocca rappresenta una delle vie di accesso all’organismo umano, il microbiota agisce come una sentinella nei confronti di potenziali batteri esterni che possono infiltrarsi e tentare di raggiungere le vie respiratorie, favorendo una infezione.
Anche il microbiota orale, come quello intestinale, può essere soggetto a danneggiamenti e squilibri, andando in disbiosi. Tale condizione si verifica quando i ceppi non sono più in armonia fra di loro e alcuni di essi predominano su altri.
La disbiosi dei batteri della bocca può contribuire a favorire:
– aumento della placca dei denti
– alito cattivo
– carie ai denti
– ulcere della bocca
– mughetto orale, dovuto a proliferazione della Candida
– parodontite e altre malattie gengivali
– maggiore sensibilità dei denti
– infezioni respiratorie
– tonsilliti
Fra i fattori che contribuiscono a creare uno squilibrio del microbiota ci sono:
– alimentazione povera di nutrienti e ricca di zuccheri e dolcificanti artificiali
– uso di farmaci, soprattutto antibiotici
– fumo di sigaretta
– prodotti per l’igiene orale troppo aggressivi
3) Come si può prevenire l’insorgenza della carie?
– La migliore prevenzione è una corretta igiene orale domiciliare fin dai primi anni. I denti da latte vanno lavati e curati per non intercorrere nei problemi dati da una loro perdita precoce. I denti vanno spazzolati 3 volte al giorno, meglio con uno spazzolino elettrico, e il filo interdentale va usato 1 volta al giorno. Se ci sono spazi interdentale aperti, è utile uno scovolino ma che non sostituisce il filo. L’uso di un collutorio è consigliato e l’igienista può valutare quale sia il migliore in base alle caratteristiche del paziente e alle sue esigenze.
– Un controllo generale periodico con il dentista, almeno annuale, con esame obiettivo ed eventualmente esame radiografico permette inoltre di individuare le eventuali carie in fase molto precoce, evitando le conseguenze più gravi. Quando la carie colpisce la dentina, che contiene nei suoi tubuli delle diramazioni del nervo, si può cominciare a sentire qualche sensazione di caldo/freddo o acido mentre ci si alimenta. La soglia di sensibilità è però molto diversa da persona a persona e qualcuno si accorge di una carie quando ormai anche il nervo è compromesso, per questo sono importanti le visite periodiche di controllo.
– Alimentazione corretta senza abusi di alimenti o bevande zuccherine
– Igiene professionale periodica. È utile fare una seduta di igiene orale ogni sei mesi o più spesso se si hanno problemi parodontali. Questo previene, oltre che l’insorgenza di carie, anche quella di un’altra malattia del cavo orale che è la gengivite
4) Cosa accade quando una carie arriva a intaccare il nervo del dente?
– Quando ormai l’infezione è arrivata nella camera pulpare del dente dove ci sono vasi e nervi, la polpa purtroppo viene compromessa irrimediabilmente. Si può sentire un dolore pulsante o continuo che solitamente peggiora mentre si è sdraiati. È il classico brutto mal di denti! Il dolore all’inizio può esserci solo durante la masticazione, ma poi può diventare costante. In termini tecnici si ha una pulpite, cioè una infiammazione della polpa. I vasi sanguigni si gonfiano e comprimono il nervo, da qui il dolore a volte davvero lancinante.
5) Cosa è un ascesso dentale?
-Se non si interviene prontamente la polpa va in colliquazione e subentra una infezione con pus che può drenare dall’apice del dente nei tessuti molli circostanti. Il viso si gonfia e i linfonodi si fanno dolenti alla palpazione. In questo caso è indispensabile fare una terapia antibiotica per ridurre l’ascesso, ma poi il dente va curato, pena la recidiva dell’asceso da lì a qualche settimana. A volte l’ascesso” fistolizza”, si trova cioè una strada per drenare all’esterno, e allora si può vedere un puntino giallo sulla gengiva vicino al dente in questione dal quale fuoriesce pus. A quel punto però il dolore è passato perché il pus ha trovato modo di drenare. Il dente va comunque curato, sempre previa terapia antibiotica
6) Cosa è un granuloma?
– Il granuloma dentale è un’infiammazione cronica dovuta alla necrosi del nervo contenuto nella polpa. Il dolore non è più presente, se non a volte una dolenzia alla masticazione, ma i batteri hanno raggiunto l’apice della radice e da lì fuoriescono. L’osso circostante in qualche modo si organizza, cercando di contenere l’infiammazione che quindi si manifesta come un granuloma. Lo si reperisce spesso casualmente con una RX ed è visibile come un alone più scuro attorno all’apice della radice. Spesso è asintomatico. Può però, in occasione ad esempio di un abbassamento delle difese immunitarie, riacutizzarsi. Spesso un granuloma può formarsi all’ apice della radice di un dente già devitalizzato, dove la devitalizzazione non è stata fatta a regola d’arte ed è residuata della polpa necrotica all’interno del canale.
7) Come si cura la carie dentale?
– Una carie che ha lasciato abbastanza superficie dentale integra si cura eliminandola con strumenti rotanti e facendo una otturazione. Oggi si usa solo il composito. Se la corona del dente è troppo compromessa, allora si può optare per un intarsio, che permette di ricostruire anche buona parte della corona. In entrambi i casi è molto importante rispettare il punto di contatto, per permettere che il filo passi ma che non ci sia un impattamento del cibo dovuto ad un punto di contatto troppo largo. Questo comporterebbe una infiammazione alla gengiva sottostante e solitamente l’instaurarsi di una masticazione monolaterale dal lato opposto proprio per ovviare il fastidio del cibo impattato
8) Come si curano un ascesso o un granuloma?
– Se è in corso un ascesso è necessaria la terapia antibiotica. Risolta la fase acuta è necessario devitalizzare il dente, asportando la polpa necrotica e otturando il canale fino all’apice con un materiale che si chiama guttaperca. Se il dente ha un granuloma ed è già devitalizzato è necessario fare un ritrattamento canalare, asportare il materiale all’interno del canale, ripulirlo dai residui necrotici e riempirlo sempre con guttaperca fino all’apice. Il dente poi andrà con ogni probabilità ricoperto con una corona protesica.
9) È vero che le amalgame d’argento sono dannose e vanno rimosse?
– La legge dice così:” a decorrere dal 1° luglio 2018 l’amalgama dentale non può essere utilizzata per le cure dei denti decidui, le cure dentarie dei minori di età inferiore a 15 anni e delle donne in stato di gravidanza o in periodo di allattamento, tranne nei casi in cui il dentista lo ritenga strettamente necessario per esigenze mediche”. Nel resto della UE sono vietate da molto più tempo. Sono ritenute tossiche per il lento rilascio di Mercurio attraverso i vapori causati dai processi di corrosione dovuti agli acidi presenti in bocca e ai processi di masticazione che può dare una intossicazione cronica a livello di vari distretti corporei.
I sintomi da intossicazione da mercurio sono molti e la loro insorgenza dipende dallo stato di salute del paziente, dal numero di otturazioni presenti e dalla loro condizione. Più sono ossidate, scheggiate, datate, più rilasciano vapori di mercurio e perciò sono più tossiche.
Tra i principali sintomi generici troviamo fatica cronica, cefalea o emicrania, disturbi neurologici come tremori, neuropatie e parestesie, stati confusionali, perdita di memoria, vertigini, acufeni. Dal punto di vista del metabolismo, si possono presentare variazioni di peso, mancanza di appetito, sete eccessiva. Possibile anemia, disturbi dell’umore come ansia, depressione, insonnia, accessi di rabbia. Nei casi più gravi, si possono presentare anche difficoltà respiratoria, infertilità, insufficienza renale, caduta dei capelli, infezioni frequenti e sviluppo di intolleranze.
Inoltre, se sono presenti altri metalli in bocca, si può assistere al fenomeno del bimetallismo con addirittura la presenza di correnti galvaniche nel cavo orale. Nel nostro studio non la usiamo da 30 anni
10) Come va rimossa una amalgama d’argento?
Ci sono due aspetti che riguardano la rimozione delle amalgame, uno tecnico e uno biologico
– Tecnicamente la metodica corretta prevede una rimozione protetta, utilizzando la diga di gomma, un aspiratore periorale ad alta portata, un sistema di aspirazione a doppio canale con separatore di amalgama e la protezione di occhi e naso del paziente durante la rimozione. Se sono presenti più otturazioni da rimuovere sarà bene rimuoverne una alla volta (o due se sono contigue), lasciando passare un intervallo di tempo di 3 o 4 settimane tra una rimozione e l’altra
– Biologicamente è importante favorire il drenaggio dei metalli pesanti che inevitabilmente andranno un po’ in circolo tramite drenanti e chelanti appositi. La terapia con questi rimedi andrà iniziata una settimana prima e protratta almeno 2 settimane dopo la rimozione. Durante questo periodo è necessario anche una ottima idratazione per favorire l’eliminazione dei metalli
11) Cosa è una corona protesica?
– È un rivestimento totale di un dente danneggiato o usurato. Viene chiamata anche capsula. Può essere provvisoria, in resina, e viene utilizzata mentre viene preparata la corona definitiva. Solitamente deve durare in bocca 2 o 3 settimane, ma nel caso di riabilitazioni complesse anche mesi, e in questo caso si utilizzano corone sì provvisorie, ma di materiali più resistenti che ne garantiscono la durata nel tempo. La corona definitiva oggi si usa metal free, cioè fresata direttamente nel materiale, che di solito è lo zirconio. Per un risultato estetico ottimale si può anche usare il disilicato di litio, ma ormai i due materiali si equivalgono come estetica e funzionalità. In ogni caso oggi, con la tecnologia digitale sia per la presa dell’impronta (scanner intra orale) che per il confezionamento del manufatto (CAD/CAM), la precisione delle corone è tale per cui la decisione di protesizzare un dente può essere presa in sicurezza in caso di necessità. Va ricordato che il colletto dei denti protesizzati, qualora non sia presente una buona igiene orale, può ugualmente cariarsi, e, se il dente è devitalizzato, tutto può accadere in modo silente, fino a far infiltrare la corona irrimediabilmente. Perciò è anche in questo caso molto importante sottoporsi a visite periodiche professionali dove l’odontoiatra controlli la salute di denti e gengive
12) Un dente devitalizzato va sempre ricoperto con una corona protesica?
– Solitamente, se un dente viene devitalizzato, significa che la sua corona è molto compromessa; perciò, è indispensabile ricoprirlo con una corona protesica. Possono fare eccezione i denti che hanno problemi pulpari derivati da problemi parodontali e perciò non hanno la corona particolarmente compromessa, in questo caso può bastare una ricostruzione, a maggior ragione se l ‘elemento è a rischio estrazione e si vuole fare un tentativo. Anche i denti decidui, a meno che non siano particolarmente compromessi, non vanno protesizzati a seguito di una devitalizzazione
13) È possibile valutare la predisposizione alla carie dentale con appositi test?
– Si, esistono test specifici che valutano il ph salivare, la presenza di certi ceppi batterici e il flusso salivare e sono in grado di valutare la predisposizione alla carie (CRA test). Sono molto utili in bambini e adolescenti per impostare un corretto programma di igiene orale, utilizzo di collutori specifici e visite periodiche, ed eventualmente integrazione con rimedi naturali atti a contrastare la demineralizzazione dello smalto in modo preventivo
