ECHO STRAIN DEGLI ADDUTTORI DELLA MANDIBOLA
Per strain degli adduttori della mandibola intendiamo indicare lo sforzo che i muscoli elevatori debbono sostenere ad esempio per masticare una carota. Bene il nostro set-up ortodontico ha per obbiettivo quello di modulare la deformazione dei muscoli generata dalla loro contrazione allo scopo di ottenere il massimo risultato , e cioè la triturazione dell’ alimento , con il minimo sforzo . A tal fine l’ obbiettivo della terapia ortodontica è quello modulare la fase di contrazione massimale , ad esempio del muscolo massetere , ( frequenza ) e confinarla nella fase terminale di ciascuna sub unità masticatoria. Nella sezione SET-UP ORTODONTICO sono contenute le informazioni necessarie a comprendere perché facciamo questa operazione , quali sono le condizioni essenziali da rispettare, quali sono gli strumenti per misurare il risultato e quali tecniche possiamo utilizzare per modificare a tal fine i denti e quali impiegare per rieducare lo schema motorio ” MASTICAZIONE ”. Guardate il video seguente dove analizziamo il comportamento del muscolo massetere e tutto sarà più chiaro.
Se suddividiamo il ciclo masticatorio effettuato per masticare un alimento test e registriamo tale processo con il nostro ecografo a doppia sonda possiamo scomporlo in un numero preciso di sub-unità masticatorie . Se analizziamo con un software dedicato come si contrare il muscolo massetere per masticare l’ alimento test possiamo osservare cosa accade durante un ciclo masticatorio traslante con componente rotatoria minima , ma anche fare alcune considerazioni riguardo il ciclo masticatorio rotante con componente traslatoria minima. A scopo esemplificativo possiamo simulare questa successione nel modo seguente. Chiediamo al paziente di contrarre il muscolo massetere ed il muscolo temporale con i denti a contatto con un alimento test interposto tra i denti e ottenere in tal modo una contrazione massimale. Invitiamo a questo punto il paziente a spostare prima la mandibola lateralmente e nel corso di questa operazione cercare di contrarre massetere e temporale e poi riportarla alla posizione originaria effettuando la stessa operazione. Quando i denti saranno nuovamente a contatto chiediamo al paziente di ripetere la prima contrazione . La prima e l’ ultima contrazione saranno quasi statiche mentre le due intermedie avverranno in fase dinamica .Analizzando i grafici della dilatazione dei muscoli appare evidente che essa è massima quando la mandibola è in condizione quasi statica ,ed in questo caso intendiamo simulare un ciclo masticatorio rotante con componente traslatoria minima , mentre la dilatazione sarà minima quando la mandibola è in condizione dinamica , ed in questo caso intendiamo simulare un ciclo masticatorio traslante con componente rotatoria minima . In altri termini non possiamo modificare l’ entità della contrazione di un muscolo ( entro certi limiti ) ma possiamo diminuirne la durata e collocarla temporalmente affinché il muscolo adduttore ( ad esempio il massetere ) funzioni come tale solo in una parte ridotta e terminale di ciascuna sub unità masticatoria e solo quando i denti si trovano nella posizione ideale per sostenere e dissipare il carico applicato. Massimo risultato con il minimo sforzo , il cibo viene triturato principalmente durante le traslazioni e non durante la compressione che viene utilizzata solo nella rotazione finale quando ad esempio la cuspide di stampo del primo molare mandibolare e prossima alla fossa dell’ antagonista. Il carico massimale conseguente alla contrazione del massetere avviene solo nel momento in cui i denti , come già detto , sono nella posizione tale da consentire una dissipazione fisiologica e ottimale del carico. Cosa possiamo fare per ottenere questo risultato ? Proseguite nella consultazione dell’ area SET-UP ORTODONTCIO.
